Come se: Nasce da un idea melodica di Samuel su una base ritmica campionata del Boosta. Il testo, prevalentemente di Samuel, vede la collaborazione del poeta e amico Luca Ragagnin e la supervisione di Max. Il mixaggio e' stato affidato a Carlo Rossi. Il testo parla di realtà carcerarie e dal vivo viene sempre dedicato a Silvia Baraldini.
Come se, ogni giorno
fosse uguale a quello prima
fosse come il giorno prima.
In questa notte che il nome ho scordato,
in questi giorni che il nome ho scordato,
sento le voci da DIETRO LE SBARRE,
sento le voci entrare NEL FERRO,
in questi giorni c'è un pensiero che non penso,
in questa notte C'E' UN SUONO CHE NON SENTO,
questa condanna si stringe al cuscino
e non so il PERCHE'.
In questi giorni d'inchiostro LEGALE
c'è una menzogna tagliata a verbale,
che assurda non trova DISSENSO,
gioielli di stato MANETTE d' argento,
per potere respirare in cortile
con il RESPIRO attaccato alle suole
e come un arcobaleno in un forno
che aspetto IMPAZIENTE il mio nuovo giorno.
Come se, ogni giorno
fosse uguale a quello prima
fosse come il giorno prima.
Son giorni che ti stan passando attraverso
in giorni che nessun colore é diverso.
Istantanee: L'intuizione melodica del ritornello è opera di Samuel. Max ha creato: ritmica, linea di basso, strofa e tutto il testo; Boosta: le linee di archi. Ninja: il fill di tom e le le due batterie distorte ad incastro sul finale.
Occhio distratto, mirino sopra il mondo,
apro una lancetta seziona il pomeriggio, vuoto.
Senza parole ascolto la mia strada
senza parole e il tempo di decider
senza parole mi muovo incontro ai giorni
senza parole ricorderò di te
senza parole e il ritmo della strada
senza parole il suono delle cose
senza parole il silenzio di un addio
senza parole ricorderò di te.
Inquadro istantanee, finestra sopra il
giorno,
guardo figure mosse scenario senza suono vivono.
Senza parole ritorno alla mia strada
senza parole ma spazio per decidere
senza parole rimpiangerò quei giorni
senza parole ricorderò per te
senza parole e il suono della strada
senza parole con nervi che improvvisano
senza parole né sogni né orizzonti
senza parole la tazza di un caffè
senza parole nel traffico del mondo,
vivo inquadro istantanee orbitando sul mio giorno
guardando contro sole la vita che si muove.
Non Identificato: Il brano è' nato sulla sperimentazione ritmica di alcuni campioni di batterie distorte ad opera di Boosta e Max. Successivamente lo stesso Max ha creato la linea ad unisono di basso e chitarra, la melodia e il testo. Nella sezione fiati suona Roy, trombettista dei Mau Mau e Fabio Gurian, sassofonista e arrangiatore. Il pezzo e' palesemente ispirato ai telefilm di fantascienza anni '70 della serie Ufo di cui si ascolta anche il campionamento iniziale.
Seguendo traiettorie sempre imprevedibili,
sfuggo ai controlli radar già non abito più qui.
Vivo da alieno nel mio mondo per necessità,
schermo le idee sotto tempeste di uniformità.
Respiro meglio ad alte quote
inaccessibili,
mi muovo fuori tempo accelero gli stimoli
no no no non identificato...
Un mondo in cui nessuno voglia vederti
qualcosa ci sarà (promise land).
voglio percorrere la rotta che ci
porterà,
tutte le verità nient'altro che la verità
non ho consensi da spartire non provateci,
son il barabba in orbita dei secoli dei secoli.
No no no non identificato...
Non classificato non omologato,
indesiderato, non obliterato,
non idoneo, non ammesso,
non allineato,assente sempre ingiustificato.
No no no non identificato...
Onde Quadre: Nasce da un iniziale campionamento di Max su cui Boosta completa ritmica, linea di basso e riff di tastiera. La melodia è di Samuel (che canta anche in un megafono). Il testo è' di Max.
Onde quadre che ci saturano in testa
senza il tempo di fermarsi ma
distorsione di colori in fondo agli occhi
scorre ipnotica una festa e va.
Onde quadre respirando contro vento,
stringi la mia mano e sento che
sta sudando,
sovraccarico di umore,
gioia, elettrico furore.
E sugli spigoli,
voglio giocare con la pelle sugli spigoli,
voglio rischiare ad aggrapparmi sugli spigoli,
cadendo a vuoto sempre solo sugli spigoli.
E sugli spigoli,
che noi giochiamo con la pelle sugli spigoli,
che ci aggrappiamo sempre solo sugli spigoli,
restando vivo ancora solo sugli spigoli.
Onde quadre che disancorano il senso,
rallentando il movimento giù.
Nel tuo odore, la più forte percezione
spingo in accelerazione su.
RIT.
Onde quadre che ci saturano in testa
senza il tempo di fermarsi ma
distorsione di colori in fondo agli occhi
Scorre ipnotica una festa e va.
RIT.
ONDE QUADRE, ONDE QUADRE...
Radioestensioni: Sulla melodia di Samuel e la linea di basso del Boosta, si sovrappongono le innumerevoli incisioni di batteria processata o ripresa in diversi punti dello studio (vedi corridoio) e un sound che si ispira al funk psichedelico anni '70. La parola Radioestensioni è opera di Samuel, il testo è completato da Max. Il pezzo è dedicato a tutti coloro che operano nelle libere frequenze. Il mixaggio del brano è stato realizzato da Carlo Rossi.
Con un espediente elettrico
risveglio il mio cuore letargico,
smarrito in un sonno dal pigro contorno
una radio frequenza oscilla per me.
Diffido dell'etere plastico,
forse piloto un destino romantico,
cerco un libero approccio ad un libero attracco,
una libera radio fa parte di me.
Radioestensioni conducono
magneticamente azioni, (forse perché)
radioestensioni riattivano
inconsapevoli propulsioni,
radioestensioni contagiano
con libere informazioni (anche perché)
radioestensioni si nutrono con
autentiche pulsazioni.
Tra tempeste d' elettromagnetica,
surfando sull'onda più anomala,
c'è gente che smuove colpisce le cose
nella radiofrequenza che oscilla per me.
Colonne sonore in libertà
che tengono sveglia la notte e poi,
riscaldano il giorno ritrovo un contorno,
é saturo, é pregno, é degno di me.
RIT.
MAGNETICAMENTE AZIONI
ELETTRICHE PROPULSIONI
Momenti di noia: Un vecchio brano di Samuel e Boosta di cui è stato mantenuto il ritornello. Linea di basso Boosta e melodia Samuel, il pezzo è stato successivamente ampliato dalla band. Nel ritornello sono state sovrapposte tre batterie in controtempo. Si noti l'unico assolo di chitarra del disco che tenta di evocare il frenetico volo di un insetto. Il testo delle strofe è di Max, quello del ritornello di Samuel.
Ci sono giorni in cui io non interagisco
e appeso al silenzio, come un ragno al soffitto,
sorveglio il mio spazio aereo, minacciando tutto ciò che
gira.
Girando a vuoto un termitaio di pensieri,
che, masticando, si nutre del tempo che passa,
affilo la mia attesa, guardo e guardo che mi vedi.
Ho giorni grigi in cui io non mi riconosco,
volando un po' pesante, prendo dentro tutti i vetri,
m'incazzo, ronzando, come un amplificatore in paranoia
e con un pungiglione, intriso di veleni,
cercando un pretesto, cercando una scusa,
affondo i miei colpi e soffoco la rabbia che grida.
Dentro frenetici momenti di noia...
Ho giorni grigi in cui io non mi riconosco
volando un po' pesante prendo dentro tutti i vetri,
m' incazzo, ronzando, come un amplificatore in paranoia
e con un pungiglione, intriso di veleni,
cercando un pretesto, cercando una scusa,
affondo i miei colpi e soffoco la rabbia che grida.
Dentro frenetici momenti di noia...
Ci sono giorni in cui io non interagisco
e appeso al silenzio, come un ragno al soffitto,
sorveglio il mio spazio aereo, minacciando tutto ciò che
gira.
Dentro frenetici momenti di noia...
Dentro frenetici momenti di noia...
Giungla Nord: L'intuizione melodica nasce da una libera variazione (pianoforte e voce) sul tema di Wild Horses dei Rolling Stones con cui Samuel soleva intrattenere (o ammorbare), durante le lunghe ore di lavorazione, il resto della band. Entra così se non di diritto, di prepotenza, nell'album, grazie ad una elaborazione in chiave drum'n'bass tutta SubsOnicA e interamente suonata. Da notare gli innumerevoli incastri ritmici nonché la deformazione del suono già' presente negli altri pezzi, ma che qui ha il suo massimo risalto, della batteria. In seguito a particolari studi sull'accordatura delle pelli, sul posizionamento dei microfoni, su compressioni/distorsioni, si è ottenuto un suono perfettamente abbinabile a certe 'sfilacciature' tipiche dei suoni campionati. Per emulare il tipico suono 'staccato' drum'n'bass, Pierfunk ha percosso le corde del basso con delle bacchette di legno legate alle dita. Il testo, interamente di Max, è un tributo alle nebbie in cui sono avvolte molte giornate torinesi.
Nebbie di qui
Ci avvolgono
Come titoli di coda
Su storie a lieto fine
Vivere qui, insieme a te
Nel freddo, stringerti
Negli anni, stringerti.
Cose che non ho: L'inconfondibile stile melodico di Samuel sul ritornello è accoppiato alla strofa di Max che per contrappeso muove la melodia su percorsi dissonanti. Il brano ha una sonorità reggae complicata da archi, chitarre col tremolo, organi da colonna sonora, che sfocia in un crescendo finale di sovrapposizioni ritmiche distorte. L'idea che riguarda le cose che non ho, è di Samuel, lo sviluppo del testo di Max.
Forse é così, io vivo fuori tempo;
é vero ciò che sento sotto pelle,
é come una costante sensazione di
mancata appartenenza
che suona e vedo le tue mani
allontanarsi alla deriva delle
cose che non ho,
cose che non avrei potuto avere mai,
e cose che non so,
le cose che non ho
sono ciò che sono e non chiedono scusa.
(Guardale a fondo non cerco una scusa).
Forse é perché sorrido fuori tempo,
non riesco ad adattarmi e galleggiare,
perso dentro guai di cui non
provo neanche più a trovare un senso,
ti cerco e vedo le tue mani
allontanarsi alla deriva delle
RIT.
Ma non rinuncerò ai miei relitti, alle
mie cose che non ho
e non le tradirò - cose che so
Non dimenticherò la nostra strada e ciò che siamo,
questo no non credo cambierò - cose che so -
RIT.
Preso Blu: Il brano interamente di Max era destinato ai precedenti Africa Unite. Non adatto alla voce di Bunna, e' stato sperimentato per gioco su Samuel, che ne ha fornito una entusiasmante interpretazione nel primo demo dei Subsonica. La canzone è stata riarrangiata, risuonata e ricantata per la pubblicazione dell'album. In sede di mastering ci si accorge che tutta la magia del demo non era stata mantenuta e si decide utilizzare all'ultimo momento la versione iniziale con tutte le sue imperfezioni.
Ma quanta arroganza si spreca,
per quali mediocri orizzonti,
il senso di vaga impotenza,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.
Con quali blindate paure
confonde l' amaro tra i denti,
l'insipido blu polizia,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.
ma sai dirmi dove sei,
se ti chiedo dove sei,
ti nascondi dove sei.
Il vuoto delle tue certezze tra le tue
pareti che ora
inchiodano il silenzio tra noi due disordine interiore
ma ordine nel paese prigioni tribunali cellulari o
forse chiese, paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.
In quali silenzi riecheggia
la rabbia delle tue certezze,
perché non ci provi ad arrenderti
a un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in anni di pioggia
RIT.
Funkstar: La base, i riff melodici, l'atmosfera del pezzo sono opera del Boosta. Anche Max per la stesura del testo si è ispirato all'adolescenza del pittoresco tastierista.
Così, il ricordo di un quartiere
addormentato
anche in pieno giorno,
così, molto tempo fa, noi giochiamo ad
inventarlo come in un telefilm.
Sentirsi vivere
da sempre nelle storie di qualcuno
e per la strada poi
sognavo una pellicola vicino,
vedersi vivere
da sempre nelle storie di qualcuno
e per la strada poi
sentivo una pellicola vicino.
Funk star (sentirsi come shaft, come umm,
come Starsky and Hutch).
Così io cresciuto qui distruggendo
astronavi
dentro il video game.
RIT.
Così, quanta notte c'è un motore
scarburato
quasi un telefilm.
RIT.
Velociraptor: E' il primo pezzo dei Subsonica che nasce da esperimenti ritmici di Max e Boosta. La versione iniziale nel demo aveva una linea vocale, abbandonata nel disco e ripresa successivamente nel live. L'atmosfera frenetica ottenuta con l'utilizzo di un tempo dispari (sovrapposto ad un quattro quarti) sfocia in un break di tre batterie in unisono registrate in diversi punti dello studio. E' il pezzo più amato dal gruppo.
Nicotina Groove: Una livida, rarefatta atmosfera sonora prodotta dal Boosta sostiene il rauco e biascicato cantato di Samuel nel tentativo di riprodurre quella dolce ed insonne atmosfera del rientro a casa dopo una notte passata in giro, magari ai Murazzi del Po. Ispirato ad alcuni quadri del pittore Daniele Galliano, il testo è invece di Max. La chitarra acustica è stata suonata dal Boosta.
Segui il suo sentiero giallo fra le dita,
morbida vertigine sui vuoti della vita,
nebbia calda e densa appesantisce il mio respiro,
prime luci del mattino resto ancora in giro.
Nuvole in bottiglia vuote come i miei
pensieri,
cerco un po' di vita per dimenticare ieri,
piove e per la strada c'è una luce surreale,
né giorno né la notte dolce limbo boreale.
NICOTINA NICOTINA
Catalitica la notte incontra la mia sete,
stormi di dolci gabbiani dalle discoteche
sgommano e decollano e incomincia un altro giro,
la brace tra le dita chiama un altro tiro.
NICOTINA NICOTINA GROOVE NICOTINA...