E' un album prevalentemente
live.
Un doppio album, che verrà venduto al prezzo di album singolo.
Raccoglie più o meno un duemilaedue di vita spesa tra palchi,
furgone, alberghi, aerei, strade e ancora strade.
Vita necessariamente comunitaria poiché non di brevi tournèe si
tratta, ma di cento e passa concerti racchiusi nello spazio di otto
mesi. Convivenza, molto stretta, come lo stare sempre appiccicati
gli uni agli altri in un interscambio continuo di vestiti bicchieri,
posate, asciugamani ed altra oggettistica personale.
"Per un certo periodo in una spirale di fascinazione post-punk
ci siamo presi anche a sputazzate sul palco. Sono cose che anni di
tour tendono a far degenerare. È come se i confini fisici fossero
labili a forza di intrecciare braccia, gambe, teste, calze, capelli
dormicchiando contorti in furgone o in letti che ora ci sono ma che
una volta mica tanto: i propri perimetri organici si confondono e già
sai che con lo starnuto di uno è solo questione di ore prima di
dover fare i conti con i sintomi di un'influenza".
Un viaggio trasversale nell'Italia sonora. Tappe nei locali più
storici, concerti nei locali qualsiasi, palasport, campi da calcio,
mega-festival e centri sociali, un teatro, un centro di recupero per
tossicodipendenze, le aule delle scuole, l'Mtv Day, l'Independent
days, le manifestazioni contro la guerra. I Subsonica hanno sempre
mostrato il loro invidiabile lasciapassare conquistato in anni e
anni di attività musicale trasparente e di attitudine corretta.
Interpreti di un suono Italiano non codificato ma quotidiano ed
inconfondibile, tutt'altro che semplice ma diretto. Ritmo, melodie,
suono, parole, presentate sul palco con una carica che tiene testa
all'energia di qualsiasi formazione più estrema. Confronto
verificato sul campo.
Otto i concerti registrati, quattro in inverno e quattro in estate.
Una ampia scelta che ha consentito di estrapolare le versioni
migliori e di limitare in studio gli interventi successivi a
semplici ripuliture. Tagli sui rumori, sui disturbi, sulle
inevitabili sbavature che un concerto fisico e movimentato
inevitabilmente comporta.
"Controllo del livello di rombo" è un doppio che riporterà
immediatamente alla memoria tutta l'atmosfera vissuta da circa
quattrocentotrentamila persone (cifre diligentemente appuntate data
per data sul diario di bordo del sito della band) che hanno ballato
gridato e che si sono emozionate sotto la pressione sonora, in mezzo
al contatto dei corpi, abbagliate dalle raffiche dei controluce. Ma
è contemporaneamente un disco che doveva poter reggere l'ascolto
decontestualizzato. Presentando in modo diverso brani,
originariamente composti in studio ed immediatamente registrati,
dopo anni di vita sul palco. Differenti per amalgama ed intensità.
INEDITI
Sono tre canzoni dal suono odierno e raccogliticcio, non esistono
classificazioni né tributi, non esistono codici sonori da
rispettare né accademie da omaggiare.
Sostenute dal calore della pulsazione ritmica, sono canzoni che
provano a viaggiare in linea retta come cose raccontate da un
fratello maggiore, libere dal peso di valutazioni morali e quasi mai
scontate. Esperienze, racconti accennati.
L'ERRORE
Il
buio che scava dentro te, è denso e ti fa piangere
è tempo di farlo in silenzio
un lampo le grida intorno a te, tutto sembrava facile
è tutto ora è fragile e spento
neanche più il tempo di renderti conto che sei solo e a fondo
neanche più il tempo di renderti conto che sei solo e a fondo
E' forse la prima volta che è così reale e gelido
non puoi più riavvolgere il tempo
neanche più il senso di renderti conto che sei solo e a fondo
neanche più il senso di renderti conto che sei solo e a fondo
solo un rimorso che graffia il dolore,e sei solo e a fondo
solo uno schianto più acuto nel cuore
perso non più contatto più niente, se tutto cambia in un istante
in guardia e costantemente, fuori controllo
perso non più certezze più niente, il vuoto accorcia le distanze
in fuga e costantemente, pronto allo scontro
il buio rappreso dentro te, le conseguenze ruvide
l'errore riflesso in un lampo
è un taglio che resta a fondo se, se riesci a sopravvivere
ma tutto ora è fragile e spento
neanche più il tempo di renderti conto che sei solo e a fondo
solo uno schianto più acuto nel cuore
perso non più contatto più niente, se tutto cambia in un istante
in guardia e costantemente, fuori controllo
perso non più certezze più niente, il vuoto accorcia le distanze
in fuga e costantemente, pronto allo scontro
Solo disconnetterti un istante, quasi fosse tregua come fosse prima
Solo disconnetterti un istante, quasi fosse tregua come fosse prima
Solo disconnetterti un istante, quasi fosse tregua come fosse prima
Solo disconnetterti un istante, quasi fosse tregua come fosse prima
perso non più contatto più niente, se tutto cambia in un istante
in guardia e costantemente, fuori controllo
perso non più certezze più niente, il vuoto accorcia le distanze
in fuga e costantemente, pronto allo scontro
perso non più contatto più niente, se tutto cambia in un istante
in guardia e costantemente, fuori controllo
perso non più certezze più niente, il vuoto accorcia le distanze
in fuga e costantemente, pronto allo scontro.
LIVIDO AMNIOTICO
Sono
soltanto parole per me, che la distanza ora complica
io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male
che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un impronta
nell'aria
oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del
tempo.
so che avremmo ancora bisogno di crederci,
e anche se a volte parlarne fa male
so che resta un livido amniotico gelido,
sto percorrendo a ritroso la strada
per noi, ma qui tu scivoli a fondo e non hai
rifugio per sciogliere il peso che c'è
in me è tardi in me
Sono soltanto parole per me, che la distanza ora complica
io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male
che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un impronta
nell'aria
oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del
tempo.
se non posso nemmeno provare più a reggerti
nel vuoto che raschia il tuo sguardo specchiandomi
lasciare che il tempo ora passi sopra di noi
rendermi immobile al flusso dei giorni
tra noi,ma qui tu scivoli a fondo e non hai
rifugio per sciogliere il peso che c'è
in me è tardi in me
Sono soltanto parole per me, che la distanza ora complica
io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male
che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un impronta
nell'aria
oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del
tempo.
sei per me livido amniotico,
sei per me livido amniotico,
sei per me livido amniotico,
sei per me livido amniotico,
sei per me livido amniotico.
Sono soltanto parole per me, che la distanza ora complica
io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male
che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un impronta
nell'aria
oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del
tempo.
NON CHIEDERMI NIENTE
Dentro
le arterie, flussi, caldi, di pensieri scivolano,
tra le pozzanghere del vuoto e nei riflessi, navigano,
non ci sei, non ci credo più,
non ci sei, non ci sarai mai
giochi di vento, stretto, dentro un cielo bianco,saturano,
le ombre che logorano i resti del passato, sibilano
quanti ricordi all'improvviso in queste stanze
non riesco più,io non riesco più,
a sopportarne il peso acuto nel silenzio
non ci sto più, io non ci sto più, io non ci sto e
non ci sei, non ci credo più,
non ci sei, non ci sarai mai
non ci sei, non ci credo più,
non ci sei, non ci sarai mai
ascoltando i miei battiti ancora da solo confondo ma resisto,
continuando a fissarci nel sole a non chiederti niente perchè
niente esiste,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè
non ci sei, non ci credo più,
non ci sei, non ci sarai mai.
quanti ricordi all'improvviso in queste stanze
non riesco più,io non riesco più,
a sopportarne il peso acuto nel silenzio
non ci sto più, io non ci sto più, io non ci sto
e non ci sei....
ascoltando i miei battiti ancora da solo confondo ma resisto,
continuando a fissarci nel sole a non chiederti niente perchè
niente esiste,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
cancellando i tuoi battiti ancora da solo confondo ma resisto,
continuando a fissarci nel sole a non chiedere niente perchè niente
esiste,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei,
e non chiedermi niente perchè non ci sei.